Don’t touch my smartphone: senza telefono si vive lo stesso?

 

Ė stata una giornata piacevole.

Sei andata a goderti gli ultimi giorni di mare, hai fatto una scampagnata in montagna o semplicemente hai lavorato, ma un po’ di sano shopping o un aperitivo con le amiche, ha reso tutto più divertente. Si, è stata proprio una giornata piacevole, finchè…il cellulare non si è scaricato.

Mancava poco per arrivare a casa, ricaricarlo in macchina ormai non valeva la pena. Sei rientrata e ti sei ricordata della lavatrice da stendere, della cena da preparare, della passeggiata al cane. Poi, finalmente, una volta fatto tutto, hai deciso di rilassarti godendoti lo sport mondiale preferito dalla nostra generazione (e non solo): lo sfacebookiamento.

Ti sei seduta a tavola aspettando che la pasta si cuocesse e ti sei accorta che avevi dimenticato il telefono completamente scarico, ma, niente paura, il carica batterie ce l’hai sempre a portata di mano. Per casa ne circolano svariati e ogni presa è buona per ricaricare.

Lo attacchi aspettando che ti dia quel 1% di energia che ti serve per sbirciare nei diari degli altri, ma il tempo scorre e nulla succede. Ti ha salutata almeno due ore fa, non è la prima volta che succede ma, mai, ha impiegato tanto per accendersi. Continui a fissarlo come se il tuo solo sguardo possa aiutarlo a far apparire sullo schermo la foto di te sorridente che hai impostato qualche giorno fa.

Tutto tace.

Il simbolo del fulmine sta lì, fisso e non intende muoversi, nessuna luce, nessun suono, nessuna percentuale. Ormai sono passati cinque minuti, la pasta è cotta da un pezzo e ormai è da buttare, ma a te poco importa. Inizi a sudare freddo e a pregare i santi di tutte le religioni esistenti, così, tanto per non sbagliare. Non credo che qualcuno ti stia ascoltando o qualcosa sarebbe successa, invece niente, è tutto fermo, immobile.

Ė ufficiale.

Il cellulare non funziona più.

Non ti arrendi. Stacchi la spina, accendi il pc e ti metti a cercare tutti i metodi per sbloccarlo. Il più elementare, togli e rimetti la batteria. Fosse facile. Ti sei comprata l’ultimo modello fatto di plastica e vetro, sigillato appositamente per non essere aperto. Provi con lo stuzzicadenti, con un coltello, con la limetta delle unghie, ma niente, non intende proprio aprirsi. Eppure deve esserci un modo. Un sito, di cui non sai se puoi fidarti o meno, ti consiglia una strana combinazione di tasti, il rischio è perdere tutti i dati, ma, a questo punto, sarebbe il minimo. La situazione è disperata, serve una rianimazione salva vita, non importano le conseguenze.



Procedi e, dopo i venti secondi previsti, magicamente lo schermo riprende vita. Ricominci  a respirare anche tu insieme a lui mentre digiti il codice di sblocco, fai il segno e ti godi quei tre minuti di bip bip che ti fanno realizzare che non sei sola. In due ore ti ha cercato il mondo intero, il grande classico. Se fossi rimasta a fissare il telefono per ore non avrebbe mai suonato, ma, dimenticalo spento, e vedrai in quanti si precipiteranno a chiamarti.

Leggi tutti i messaggi e inizi a rispondere.

Scusa, avevo il cell scarico e non mi si

Schermo nero.

Non c’è più nulla, neanche il segno della carica e senti già gli occhi appannarsi per le lacrime.

Perché sta succedendo tutto questo? Andava tutto bene fino a oggi pomeriggio. Potevi chiamare, messaggiare, guardare Facebook. Perché ora non da più segni di vita?

Riprovi la rianimazione, aspetti venti secondi, quaranta, sessanta.

Niente, linea continua.

Ti arrendi e accetti la triste realtà, domani col cuore in mano, come se stessi portando un cucciolo in fin di vita da un veterinario, ti infilerai nella clinica degli smartphone, attenderai il tuo turno e poi, col cuore in gola, chiederai:

che ha? Ė grave?

Nel frattempo riesumi il tuo vecchio telefono. Meriteresti che neanche lui si accendesse per come l’hai trattato. Ti ha servita fedelmente per anni, poi hai trovato una schermo più grande, una risoluzione migliore, più giga e l’hai gettato nel fondo di un cassetto a prendere la polvere. Ma ora lui, è la tua unica speranza per restare al passo con il mondo, per non perdere nessun secondo della vita degli altri. Devi aggiornare il tuo profilo mettendo tutti a conoscenza della tua sventura, magari con faccina triste allegata, devi scrivere alle tue amiche che hai ritirato fuori il vecchio catorcio, leggere tutto quello che hanno scritto nei vari gruppi in cui sei inserita, anche se, ignorando tre quarti delle informazioni, vivresti benissimo lo stesso.

Provi ad estrarre la SIM, ma lo sportelletto non si apre. Deve esserci una congiunzione astrale sfavorevole o tutta questa sfiga non ha spiegazioni. Riprendi lo stuzzicadenti, il coltello e le pinzette. Macchè, non si vuole proprio aprire. Ormai lo odi quello smartphone senza cuore che ti ha lasciata sola. Lo vorresti scaraventare addosso al muro, ma hai il terrore di peggiorare la tua situazione. Perciò rimani seduta inerme e accetti l’amara verità.

Finchè qualcuno, con mani esperte, non provvederà almeno a recuperarti quella minuscola scheda da collocare nel tuo vecchio, ma al momento bellissimo  telefono, sei tagliata fuori dal mondo.

Improvvisamente non ricordiamo più il pin del bancomat, il numero di casa dei nostri genitori, le applicazioni installate sono indispensabili anche per compiere le operazioni più elementari. Ci chiediamo come siano sopravvissute le generazioni passate senza un telefono portatile, ma, in fondo, poco ce ne importa, avranno sicuramente avuto una vita meno impegnativa della nostra.

Arresa, ti alzi e la tua casa sembra vuota, hai le mani libere e più tempo a disposizione. Ti fai una doccia rilassante, ti asciughi i capelli con cura imparando ad usare la spazzola con le onde da sola, senza tutorial, il che ti fa sentire come una parrucchiera professionista. Ti godi la tua serie tv preferita in lingua originale, senza commenti esterni, stavolta non perdi neanche una parola e non hai bisogno di mettere pausa o mandare indietro mille volte. A letto ti gusti un bel libro e, finalmente, lo finisci tutto d’un fiato. Ti addormenti tranquilla e ti svegli nel silenzio della casa, nessuna suoneria, nessuna notifica.

 

Ti vesti con calma scegliendo gli abbinamenti in maniera impeccabile, fai colazione indisturbata godendoti il silenzio, guidi con prudenza, senza distrazioni ed eccoti qui, al centro riparazioni.

Certo che una vita senza cellulare non è poi così male, abbiamo più tempo per noi, ci godiamo di più i nostri spazi. Forse poi, non è del tutto indispensabile come credevamo. Ovvio, se fossimo rimaste sole, con la macchina in panne in una strada deserta, ci sarebbe venuto un attacco di panico non potendo chiedere aiuto, ma, nella nostra routine quotidiana, si può sopravvivere anche senza, anzi, forse si può davvero vivere.

Possiamo farne a meno, possiamo usarlo solo per necessità, possiamo disintossicarci da Facebook e uscire da tutti i gruppi Whatsapp, possiamo comprarci una macchinetta fotografica e scattare foto migliori. Possiamo fare tutto, ma…

Me lo ridai entro stasera vero?!

 

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