5 regole per un Ferragosto felice

Lucifero va in pensione, dicevano!
Grande calo delle temperature, dicevano!
Forti temporali in arrivo, dicevano!

Abbiamo trascorso l’inverno lamentandoci del freddo più freddo degli ultimi vent’anni. Abbiamo sognato palme, noci di cocco, mare limpido, come se la sola immagine fosse in grado di scaldarci un po’. Ci siamo lamentati come solo noi italiani sappiamo fare, perché, diciamolo, la nostra penisola gode del primato dei miglior lamenti mondiali, oserei dire universali. Forme di vita aliena, se realmente esistenti e pensanti, non conoscendo il vero nome della nostra penisola, la battezzerebbero  Terra del Lamento e noi abitanti, i Lamentosiani. Una specie di nuovo girone dell’Inferno di Dante, visto che, stranamente, siamo tutti geolocalizzati nello stesso punto. C’è chi pensa che sia una questione di DNA. No, io non credo. Ho studiato a fondo il caso, essendo io stessa un’insofferente cronica e, da accurate ricerche, è emerso che chiunque, da qualunque parte dell’atmosfera provenga, in Italia si sente in diritto e forse anche in dovere, di lamentarsi per qualcosa.

Troppo freddo, troppo caldo, troppo umido, troppo asciutto, troppe piogge, poche piogge, troppo sole, troppe nuvole.

Ed eccoci a noi.

Ferragosto.

La festività che, a pari merito di tutte le altre, genera lamentele su lamentele, riportandoci immediatamente in cima alla classifica, se, per uno strano caso, in qualche giornata feriale, ne fossimo scesi di qualche posizione.
Lucifero non se ne è andato, i temporali non sono arrivati. O meglio, a Roma non si sono visti e secondo i media tra un po’ saremo a secco come in un deserto. Le temperature?! Beh, quelle si, sono calate.

Un giorno.

E comunque si fa presto a dire calo di dieci gradi. Cosa ci aspettavamo? Da quaranta a trenta nell’arco di qualche ora. Davvero speravamo di essere infilati improvvisamente in un freezer?

15 agosto 2017: 34 gradi.

Facciamoceli bastare!

Apriamo gli occhi, diamoci il buongiorno e seguiamo cinque semplici regole per passare un Ferragosto sereno.

1. Io dico no al centro commerciale, si a Valsoia e compagnia bella! Davvero anche in questo giorno volete chiudervi in quelle fredde mura e fare lo struscio fra larghi corridoi ricchi di vetrine con merce in coda alla vostra lista dei desideri? Un consiglio, se dovete comprare entrate, altrimenti abbandonate l’idea. Lo sguardo maligno della commessa privata del suo giorno di festa è più che giustificato, non dite poi che non vi avevo avvisato. Se siete in cerca di aria condizionata, andate in montagna. Vi offrirà quella naturale, fresca, senza rischi di raffreddori, dovuti a sbalzi di temperature. Se anche poco ve ne importa del paesaggio meraviglioso, apprezzatene il refrigerio. Nel caso in cui il monte non sia la vostra meta preferita, non vi resta che direzionarvi verso il mare. Un posticino sotto l’ombrellone si rimedia sempre e, in caso contrario, un bel bagno a largo vi regalerà un incommensurabile fresco piacere.

2. Mi riservo il diritto di non rispondere fino al 14 agosto a chi da Pasqua sta chiedendo: cosa fai a Ferragosto? Perché questa smania? Per ogni festa sempre la solita storia. Iniziamo mesi prima ad organizzare una giornata che, poi, passeremo esattamente al contrario di come l’avevamo immaginata. Chi ha bambini ha ormai imparato che non si possono fare programmi se non un’ora prima di uscire di casa. Un’influenza, i dentini che spuntano, le lagne isteriche o semplicemente una nottata insonne saranno sufficienti a farci abbandonare quel progetto di cui parlavamo da mesi. Chi non ha figli e può godersi la vita, di coppia o da single, deve fare i conti con le condizioni climatiche, che ci portano direttamente al prossimo punto.

3. Non siamo Giove! Non abbiamo in mano il terribile fulmine e, certamente, non siamo in grado di decidere quando e dove pioverà. Rassegniamoci. Svegliamoci la mattina, alziamo gli occhi al cielo e studiamo la situazione. Siamo nella Tempesta Perfetta o infilati in una sauna con il ventilatore acceso? Cerchiamo di direzionare le nostre scelte in base agli agenti atmosferici. Non resisteremo al classico sbuffo e alle forbite imprecazioni in qualunque caso, per cui, onde evitare il rodimento di fegato di rito, adeguiamoci e portiamo a casa la giornata.

4. Lasagna, panino o gelato? Ovvero: pranzo in famiglia, gita con gli amici o festa in solitaria? Scegli pure quale preferisci, ma sappi che, comunque vada, entro fine giornata, avrai detto almeno una volta la seguente frase: ma chi me l’ha fatto fare! Il pranzo parentale di Ferragosto, che sia al mare, in montagna o in città, è indifferente, dura in media dalle tre alle quattro ore e conta generalmente sette portate. O così, o non è un vero pranzo ferragostiano. Le domande saranno sempre le stesse a seconda dell’età o della tua attuale situazione sentimentale. Quando ti fidanzi, quando ti sposi, quando fai un bambino, quando fai il secondo, quando fai il terzo…ad oltranza. E proprio durante quella raffica di interrogazioni inopportune nella tua mente risuonerà la frase sopra citata. Non era meglio andare con gli amici? Si, forse, ma sappi che anche chi ha preso questa strada si troverà regolarmente ad avere a che fare con l’amico dell’amico che non tollera, con il posto in cui non voleva andare oppure dove voleva andare, ma agli altri non andava. Ci sarà sempre il sapientone che conosce la scorciatoia e la farà finire imbottigliata nel traffico o allungherà il suo viaggio di mezz’ora almeno. Soluzione? La solitudine. Si, vero, ma poi ti guardi intorno e ti manca qualcosa, in fondo è Ferragosto, che tristezza passarlo senza nessuno. Per cui: ma chi me l’ha fatto fare?

5. La gente a Ferragosto, c’è! Facciamocene una ragione. Farà troppo caldo o troppo freddo, pioverà o ci sarà un sole cocente, verso sud o verso nord, ma la popolazione, tutta, si muoverà in massa per assediare ristoranti, trattorie, agriturismi e stabilimenti. Una cosa che non ho mai capito è chi dice: dove va tutta questa gente, ma non c’è la crisi? E tu? Sei forse Gianluca Vacchi, tu, che puoi permetterti di ballare il reggaeton sullo yacht tutto il giorno?! Se la risposta è si, niente da obbiettare. Ma, se sei una di noi mortali, allora, non farti domande e accetta il fatto che tutti stiamo andando nella stessa direzione, alla ricerca di un posto dove passare una gioiosa giornata d’estate. Lo so, lo so, il tavolo accanto che canta La società dei magnaccioni (storpiandola) ti sta entrando nel cervello, il bambino dell’ombrellone accanto che piange e urla lo vorresti strozzare, stanno ancora ballando Andiamo a comandare in acqua ignorando che, nel frattempo, Rovazzi è andato oltre, il traffico dell’andata e del ritorno ti ha lasciata stremata come se avessi zappato la terra tutto il giorno. Lo so, ti capisco, ma in questi momenti quasi di panico, consolati, siamo tutti sulla stessa barca, piccola e modesta, ma sempre galleggiante, tutti presi a vivere al meglio queste ore, come fossero le ultime.

Perchè, volenti o nolenti, un segno è stato marcato.

Ferragosto arriverà con il suo carico enorme di aspettative e ci lascerà, soddisfatti o meno, con l’amaro in bocca e la consapevolezza che, anche quest’anno, è arrivato per urlarci contro che, se vogliamo viverla, dobbiamo sbrigarci, perchè la fine dell’estate è alle porte.

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