L’allerta meteo

Allerta meteo: così l’hanno chiamata. Ma io ci ho capito ben poco.

Mi spiego.

Già il fine settimana è stato impegnativo. La pioggia non aiuta noi bambini: non possiamo uscire e fra le mura di casa dopo un po’ vorremmo dare testate alle pareti. Sì, certo, mamma e papà sono validi intrattenitori non c’è che dire, ma volete mettere correre in un parco o anche solo andarsene in giro sul passeggino a vedere il mondo lì fuori? Almeno sabato Gabriele è andato in piscina, io, invece, avevo un piccolissimo raffreddore e quindi per me segregazione in casa.

Ero prontissima per il lunedì, mio fratello doveva andare in gita e quindi sveglia alle sei. Nessun problema per me, anzi. Ero davvero in grandissima forma, ma i miei piani sono drasticamente cambiati.

Ore 3:30

Mamma e papà si alzano e inizia una serie di telefonate. Li sento parlottare di fronte alla finestra. Papà sembra contento, mamma per niente. Non capisco, ma resto in silenzio e mi faccio i fatti miei, anche se la cosa inizia a puzzarmi.

Ore 5:00 e lo so perchè a quell’ora comincio a fare colazione.

Me ne sto bella bella nel mio lettino, con il mio biberon a portata di mano, quando dal telefono di mamma  arrivano dei messaggi. Poi una chiamata: … ma porca miseria! 

Oh, oh! Questo sì che mi fa davvero preoccupare.

La sento alzare la serranda della camera e venire da noi. Sono sveglia e fingo indifferenza, continuo a bere il mio latte perchè se c’è una cosa che ho capito di mia madre è che quando c’è uno stato di agitazione, devo farmi i fatti miei.

Si avvicina a Lele e lo sveglia piano, parla di qualcosa che non so proprio cosa sia. La chiama Neve! So che per voi è una cosa normale ed eccezionale al tempo stesso, ma per me è il vuoto totale. Ricordatevi sempre che ho quattordici mesi, non posso sapere tutto!

Mamma prende in braccio mio fratello e lo porta davanti alla finestra. Sono curiosa, davvero, credetemi. Ma il sonno ha la meglio e crollo. Il latte fa quest’effetto.

Ore 7:00

Questa è davvero l’ora giusta per svegliarsi. Sono pronta per andare a scuola a divertirmi. Mi sgranchisco un po’ nel lettino, bevo qualche altro sorso di latte dal biberon ormai vuoto, faccio suonare il piccolo panda con la pancia luminosa, inizio i miei gorgheggi mattutini, lancio tutto quello che mi trovo a tiro e poi via… il mio urlo superpotente, l’unico in grado di far scattare mamma fuori dal letto come una molla!

Arriva in camera con gli occhi ancora addormentati e alza la serranda. C’è qualcosa di strano, lo vedo anche dal mio letto. Dal cielo cade qualcosa che non riesco a identificare, non è la solita pioggia. Allungo le braccia per essere presa, devo assolutamente capire e mi maledico per non essere ancora in grado di parlare.

Adesso avrei mille domande. La prima fra tutte: cos’è?

Mamma mi prende in braccio e mi fa vedere.

L’incanto!!! 

Fuori è tutto bianco. I fiocchetti che cadono dal cielo si posano a terra formando un manto candido, sembra soffice, come una nuvola. Ogni cosa viene avvolta e coperta, come se fosse stata stesa una coperta sul mondo.

Questa è la neve, dice mamma.

Wow!!! Non ho mai visto niente del genere e a quanto ho capito è la prima volta anche per mio fratello. Ed è una cosa meravigliosa. Resterei incollata al vetro per ore, e lo faccio, giuro. Dopo essermi lavata e cambiata mi piazzo davanti al finestrone della cucina e guardo la neve scendere, felice. Penso che sia il massimo dell’eccitazione quando, qualche ora dopo, succede qualcosa di grandioso: scendiamo in strada.

Capite?!

Andiamo in mezzo a quella coperta. La neve si può percorrere. Non è solo una cosa da guardare in lontananza, ma possiamo camminarci sopra, toccarla, giocarci.

Lele: è davvero fredda.

Ali: è ghiaccio.

Lele: io non credevo fosse così.

Ali: io la trovo bellissima.

Lele: non capisco proprio perchè! Preferivo andare a scuola.

Esatto. Questo è il punto.

Allerta meteo, ovvero evento straordinario che non può piacere a tutti, ma per il quale, comunque, siamo costretti a bloccarci.

Scuole chiuse, che ci piaccia o no.

Lele ci ha provato a giocare, a farsela piacere, ma niente da fare. Lui è come mamma, proprio questo freddo non lo sopporta.

Devo spiegarvi una cosa di mia madre: lei odia la neve, le fa anche paura.

Oh, è stata brava, devo ammetterlo. Ci ha portato giù, ha giocato con noi, è stata paziente, ma il nervosismo era evidente. Io, dal canto mio, ero così eccitata che non ci ho neanche fatto caso.

Il punto massimo della felicità l’ho toccato quando mi ha fatto scendere dal passeggino. Ma voi lo sapete che se camminate sulla neve quella fa rumore?

Ciaf, ciaf.

Fa proprio così. Non è fantastico?

Mamma mi dava la mano, ma io niente, me ne andavo per conto mio. Libera e felice, nel mio habitat naturale. Sarà per questo che mi chiamano Elsa? Io credevo fosse perchè Frozen è il mio cartone preferito.

Ecco, questa è stata la mia allerta meteo!

La nevicata del 2018, il momento che quando sarò grande forse neanche ricorderò, ma che adesso segna una delle scoperte più grandi che ho fatto.

Adesso anche io so cos’è la neve!

 

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