Perchè Sanremo è Sanremo, ma “gni gni” è meglio

 

Sanremo è come il Natale: quando arriva arriva, e si salvi chi può!



Quanti minuti ho visto di questo festival? Al massimo trenta, ma sono bastati per capire l’andazzo. Non serve sapere chi sarà il vincitore perchè io lo so già.

And the winner is… rullo di tamburi… Pierfrancesco Favino.

Eggà, proprio lui. Vince in bellezza, in carisma, in simpatia e soprattutto perchè se non ci fosse stato sarebbe stato tutto nella mani di Michelle Hunziker che, ammettiamolo, con questa storia di voler sostiruire la Cuccarini, come donna pià amata dagli italiani, ha un po’ rotto le palle.

E Baglioni?

Belle le canzoni, davvero, come sempre del resto. Claudio è il classico intramontabile italiano e il concerto nella gara non mi è neanche dispiaciuto, ma se parliamo di presentatori, beh, allora evviva Pippo Baudo. Tre pallini su cinque per te Claudione, perchè in fondo un minimo di simpatia ce l’hai messa, anche se con tutta quella plastica in faccia è davvero difficile capire quando sorridi e quando sei serio.

Andiamo nel vivo del festival di Sanremo: le canzoni.

Ma Red Canzian, Riccardo Fogli, Facchinetti, la Vanoni e compagnia bella c’erano davvero o li ho sognati io?!? Ma non sentono il bisogno impellente di andare in pensione, loro che possono??? Massima stima per Mina ogni volta che vedo queste cose, rintanata chissà dove a farsi i fatti suoi.

Nonostante la poca attenzione per questo festival, però, la mia personale classifica me la sono creata e ho un podio immaginario che forse non si avvererà mai… non a Sanremo almeno, le radio, poi, sono un’altra cosa.

Volete conoscerla?

  1. Lo stato sociale… con vecchietta annessa.
  2. Meta/Moro… sempre seri e pesantoni, ma ci piacciono così
  3. Le Vibrazioni. Vogliamo parlare del duetto con Skin, no, perchè ci sono passata per caso e ho ancora i brividi. E se non lo avete ascoltato, eccolo.

 

Ora, secondo la maledizione del festival, io spero tanto che queste siano le ultime posizioni, anzichè le prime, perchè ormai è risaputo, chi vince Sanremo nove volte su dieci finisce nel dimenticatoio e io adoro troppo Lo Stato Sociale per lasciarli andare così presto, perciò fatemi un favore, fino a stasera, ignorateli!

Non posso dire granchè degli ospiti. Stupendo il duetto Baglioni/Negramaro, pessimo Baglioni/Antonacci… ma come vi è venuto in mente dico io!!! Sì a James Taylor e Giorgia, emozionante Gianna Nannini, stratosferica Virginia Raffaele, bella, simpatica e con una voce superba.

In sostanza, un festival piacevole, una settimana di intrattenimento obbligato, visto che il palinsesto di tutti i canali, ad eccezione di Sky che con Masterchef è andato dritto come un treno, si è inchinato di fronte alla magnificenza di SanRemo, non opponendo alcuna resistenza.

Ma non vi è sembrato che ci fosse qualcosa di strano in questo Sanremo?

É una tradizione anche questa, in fondo: pronunciare parole assurde, incomprensibili nel contesto, con il chiaro intento di disturbare e movimentare la monotonia del festival, invogliando la gente a domandarsi: eh? che ha detto?

Quest’anno, però, si è voluto proprio esagerare. Sì, perchè dietro Sanremo c’è una vera e propria operazione volta a creare una partecipazione passiva, e la parola in codice è “gnigni”. E chi sono i mandanti? Beh, non potevano che essere i The Jackal, che da qualche anno spopolando sul web con la loro parodia di Gomorra e Despasito.

Non vi siete accorti che ogni tanto qualcuno sussurra al microfono questa parola senza senso? E Favino che viene salutato con “ciao Fru”, quando è risaputo che il suo soprannome è Picchio.

Chi è Fru?

La risposta potete facilmente trovarla sui social, scoprendo che Fru non è altri che il sostituto di Favino, tenuto in ostaggio per non partecipare al festival. Un Pierfrancesco falso, insomma, con lo scopo di portare la parola “gnigni” sul palco dell’Ariston.

Di seguito la dimostrazione:

 

E qui, per chi se lo fosse perso  la riuscita di Fru:

Ebbene sì! É successo davvero e ha reso tutto più interessante, perchè se Sanremo è Sanremo, con “gnigni” è meglio!

Aspettiamo di vedere cosa succederà stasera sciovolando verso l’interminabile finalone, poi, torneremo alle nostre vite normali, canticchieremo qualche canzone in più, avremo più cose da criticare e, proprio come tutti gli anni, dimenticheremo in un baleno questa settimana e ce ne ricorderemo di nuovo a febbraio 2019.

Ah, e comunque… gnigni!

 



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